| Ma tu non sei un amministratore!
Più di un amico, venendo a sapere della mia decisione di mettermi in lizza per diventare sindaco di Milano, ha avuto qualche perplessità. "Sì d'accordo - hanno commentato - Dario è un uomo di talento, è un ottimo attore, è regista capace, scenografo, pittore... E' il commediografo vivente più rappresentato al mondo, sa leggere e commentare un progetto architettonico e la pianta di una città. Capisce di musica, di opere, ha scritto saggi di storia antica e moderna piuttosto originali. È insomma un uomo di cultura del tutto apprezzabile. Ma non basta per fare il sindaco.
Per dirigere una città bisogna innanzitutto essere buoni amministratori e non credo che Fo possieda queste doti."Ma che cosa vuol dire amministrare? Far bene i conti? Far quadrare i bilanci? Saper ben applicare una politica gestionale?Questi sono solo termini.
Facciamo degli esempi concreti.

Il Comune sotto la guida di Albertini ha trasformato l'ATM (Azienda trasporti milanesi) in una Società per Azioni (SpA). Quindi ha impostato l'azienda non come servizio efficiente e in sviluppo a favore dei cittadini ma come impresa a fini di guadagno (diciamo pure lucro). E ce l'ha fatta! I conti finali dell'ATM oggi sono in attivo. Ma per raggiungere questo risultato la giunta Albertini ha dovuto ridurre il numero dei conducenti di mezzi di trasporto pubblici (tram, filobus ecc.), per non parlare degli operai adibiti alla manutenzione, scarsi e sottopagati.
Diceva John Ford, il genio dei mezzi di trasporto: una macchina senza manutenzione è come un bimbo senza la mamma. Intristisce e muore.
Inoltre la nuova ATM ha applicato una geniale soluzione riguardo la dimensione dei tram, arrivando a mettere in campo mezzi che da sette, otto metri oggi raggiungono i trenta metri e più, gli ormai famosi jumbo. Ma così facendo ha ridotto il numero dei tram e quindi il numero dei conducenti. Dove prima viaggiavano tre mezzi leggeri, ora ne circola uno solo straripante. Ecco il risparmio!
Oltretutto, i jumbo, causa l'eccessiva dimensione, sono mal governabili e perciò pericolosi, specie quando superano i crocevia. In conseguenza della loro difficile manovrabilità, risultano più lenti al punto che durante il percorso vengono facilmente raggiunti dai mezzi di vecchia produzione ma più agili nelle manovre, tanto che spesso dietro di loro si crea una coda di più tram leggeri. Così laddove i viaggiatori, prima dell'avvento di quei pachidermi, vedevano transitare i normali mezzi su rotaia a distanza di cinque minuti uno dall'altro, ora si trovano a dover attendere 15 o 20 minuti di media. E nelle ore di punta del traffico si supera anche la mezz'ora. Per di più nelle ore in cui il traffico diminuisce si vedono passare questi jumbo "ingorga-traffico" quasi completamente vuoti.
Questa è imbecillità, non economia gestionale!

C'è da denunciare inoltre che nelle giornate di intenso traffico l'ATM è costretta a mettere in campo un numero maggiore di mezzi pubblici, ma invece di assumere conducenti di riserva, preferisce ricorrere agli straordinari. Così succede che quasi tutto il personale viaggiante è costretto ad essere impegnato per dieci e più ore di seguito. Naturalmente la stanchezza provoca mancanza di riflessi, distrazioni e malori che accrescono il numero di incidenti, nei quali vengono coinvolti immancabilmente i viaggiatori.
Dulcis in fundo : l'ultima generazione dei jumbo acquistati dal Comune è stata prodotta da una impresa che ultimamente è fallita. Così, quando un elemento meccanico del lombrico gigante si rompe, non essendoci la possibilità di ordinare il pezzo di ricambio, non resta che procurarselo staccandolo direttamente da un jumbo sano. Un trapianto fra eguali.
Fra poco di questo passo di jumbo ultima generazione ne rimarrà uno solo, che esporremo al Museo della Scienza e Tecnica al Largo San Vittore.

Non ci vuole un genio della conduzione pubblica per capire che un amministratore del genere, e i suoi consiglieri, bisognerebbe farli correre a calci nel sedere per tutta la rete tranviaria della città.
Questa è buona amministrazione?
Ma il finale dell'epopea è ancor più sconvolgente: dicevamo che nell'ultimo periodo di gestione l'ATM ha realizzato un utile notevole aumentato anche dagli introiti derivati dalla, grazie anche all'introito dovuto pubblicità esposta sui mezzi e nelle stazioni del metrò: due milioni di euro all'anno che ha subito investito (furbi loro!) nell'acquisto di BOND della Cirio. Pùmpeta! Una perdita secca da tre jumbo sulla testa.
Devo ammettere, sconsolato, che non riuscirò mai a diventare un amministratore di questo livello!
Sempre sul tema "come ti amministro la città" , altro giro altro regalo.
vi raccontiamo il capolavoro di Piazzale Dateo, dove sorge uno degli stabili più maestosi di Milano, costruito agli inizi del 1900 e che vanta 157 ampi appartamenti con adeguati servizi.

Quei locali erano stati assegnati in affitto , a famiglie non abbienti, naturalmente a prezzi accessibili. Dopo un certo numero di anni l'Ufficio delle case popolari si rese conto che quello stabile abbisognava di restauri immediati. Così gli inquilini furono indotti a traslocare momentaneamente in altri appartamenti situati in periferia. Tutti in coro gli sfrattati tentarono di opporsi a quel trasloco, giacché gli appartamenti messi a loro disposizione erano angusti e ridotti addirittura a metà della metratura. I responsabili del Comune li convinsero a quel sacrificio: "Si tratta solo di qualche mese e poi tornerete nella vostra casa, restaurata e accogliente." Gli inquilini seppure a malincuore alla fine accettarono. Trascorsero due mesi, tre mesi, un anno, due anni.... cinque anni... quindici... vent'anni! Finalmente il palazzo era restaurato. Nel frattempo molti dei traslocati erano deceduti, ma rimanevano i figli che giustamente reclamavano il ritorno in quegli appartamenti dove erano nati e cresciuti. Ma, sorpresa!, il Comune li blocca. "Questi appartamenti non sono per voi" e testualmente il Sindaco dichiara che si tratta di un "immobile non utilizzabile certamente per l'edilizia residenziale pubblica, dato il valore acquisito, il luogo, la qualità dell'immobile stesso."
In poche parole, col passare degli anni il quartiere è diventato zona residenziale, quindi il valore degli immobili si è decuplicato. Il Comune ha deciso di mettere all'asta l'intero stabile; come si dice in gergo, venderlo in blocco, da cielo a terra. Per cui voi sozzoni fatevi in là, sloggiate, altrimenti chiamiamo la forza pubblica!
Questo sì che è un bel modo di amministrare con fermezza e a tutto vantaggio della comunità! Oh, governo ladro!..., pardon... Comune ladro!
Un altro esempio di amministrazione magistrale espressa dall'attuale giunta, è la maniera in cui si è pensato di affrontare i tragici problemi del traffico urbano e dell'inquinamento. A Milano ogni giorno entrano 700.000 macchine, che invadono letteralmente le strade, creando disagio e continui intasamenti. Di conseguenza, l'inquinamento in questa nostra città ha ultimamente superato tutti i livelli di guardia: per ben 150 giorni, il valore delle polveri sottili ha addirittura doppiato il limite imposto dall'Unione Europea. Insomma, stiamo respirando dentro una camera a gas.

Come è stato risolto il problema?
Non certo dimezzando il traffico, né imponendo l'uso di propellenti non inquinanti e men che meno potenziando i mezzi pubblici... La giunta ha risolto il tutto con un'idea a dir poco geniale. L'assessore al traffico ha perentoriamente consigliato: "Mamme, volete salvare i vostri bambini dall'aggressione delle polveri sottili e dallo smog, che causano gravi problemi alle vostre creature, danneggiandone polmoni, bronchi e cuore? Evitate i passeggini, giacché essi si muovono a livello dei tubi di scappamento delle macchine. Portateli in braccio i vostri piccoli, anzi, sulle spalle, a cavaceci! Mariti, sceglietevi possibilmente donne molto alte o insegnate loro a muoversi sui trampoli, meglio ancora, acquistate dei palloni aerostatici sotto i quali appendere i vostri bimbi, così da poterli issare nell'aria oltre cinque metri e più. Sarà bellissimo vedere il cielo di Milano trapuntato da bimbi sospesi nell'aria... Potrete andare a far shopping con le vostre amiche, ognuna col suo palloncino! E se vi sfugge il filo che li regge, non crucciatevi: la salute dei vostri figli vale pure qualche poetico incidente!"
  
Ma scendiamo dal fantastico surreale e torniamo alla realtà: esistono soluzioni praticabili contro il traffico e lo smog? Sicuro!
Come ci insegnano gli amministratori di molte importanti città d'Europa, bisogna affrontare drasticamente il problema del traffico, cioè svuotare la città dai mezzi privati e sostituirli con mezzi pubblici veloci, leggeri, frequenti e a poco prezzo.
A questo proposito, ho avuto la fortuna di poter intervistare lungamente il sindaco di Londra Livingstone, il quale mi ha svelato che il suo primo intervento sul traffico è stato quello di far rottamare tutti i mezzi pubblici di superficie della città, a cominciare dai famosi autobus rossi a due piani, diventati ormai obsoleti e soprattutto colpevoli di sparare gas tossico al pari di una petroliera. Di conseguenza, ha ordinato l'acquisto di 8000 nuovi autobus, sempre a due piani, provvisti di motori dell'ultima generazione, con filtri e congegni che abbassano l'inquinamento di oltre la metà.
A questo punto, amplifica la rete di superficie, cosicché, unita a quella della metropolitana che è una delle più estese d'Europa, permette a ogni cittadino di raggiungere facilmente e velocemente qualsiasi punto della città.
Di qui, si attua una grande trasformazione nella mentalità, anzi, nell'assetto culturale dei cittadini, che scoprono uno straordinario vantaggio: è meglio, è più facile e veloce muoversi con i mezzi pubblici che con la propria macchina. Finito lo stress di code e intasamenti, e soprattutto l'ansia di trovare un parcheggio!
Per chiudere, il tutto costa molto meno: i giovani fino ai 15 anni non pagano il biglietto, e così gli anziani a partire dai 60. Per gli studenti, abbonamenti con forti sconti, e via dicendo.....
Questa rivoluzione ha determinato una vera e propria trasformazione mentale nel cittadino. Fino a due anni prima, molti londinesi di un certo ceto sociale si rifiutavano di salire su un autobus, era umiliante mischiarsi con gente di colore, poveri e diseredati. Non è stato facile convincere tutti a servirsi dei mezzi pubblici, alcuni pretendevano come diritto di usare la propria auto. A questo punto, ecco che Livingstone ha dovuto battere il pugno: "Tu, cittadino, ti rifiuti di collaborare con la collettività per liberare la città da traffico e inquinamento, quindi devi pagare questa tua cocciutaggine snobistica!" E ha istituito la famosa tassa d'ingresso alla città. Il pugno di ferro che gli causò una vera e propria rivolta degli abbienti e degli aristocratici risultò, seppur con fatica, vincente.
Livingstone dichiara raggiante: "Dai quattro milioni di persone che due anni prima si servivano dei mezzi pubblici, siamo arrivati a sei milioni. E' una bella trasformazione! Per di più, all'istante, nelle strade si sono visti rispuntare i ciclisti, che finalmente ottenevano uno spazio per pedalare senza morire asfissiati o travolti dalle macchine. Però per attrezzare le nuove piste ciclabili abbiamo dovuto spendere ben 20 milioni di sterline. Lo smog è vistosamente calato tanto che ora i bambini possono circolare dentro il loro passeggino.
Il sindaco era giustamente soddisfatto, mi sorrise, trangugiò un bicchiere di vino e poi mi chiese deciso: "E voi a Milano puanto avete speso per le piste ciclabili?" Mi sono sentito sprofondare. Quasi balbettando pieno di vergogna ho ammesso: " noi abbiamo solo qualche centinaia di metri in tutta la città, il nostro comune sa come risparmiare." Oltretutto quei brevi nastri per biciclette vengono brutalmente occupati dalle macchine in sosta. Ecco, è da Livingstone voglio imparare l'esperienza e le soluzioni concrete per la nostra città.
Per attuarle, avrò bisogno di collaboratori preparati e "vivi", veri e propri scienziati d'ogni singolo settore, naturalmente di , poiché per risolvere i problemi di questa nostra città bisogna farsi nascere idee nuove, spinte dal coraggio aggiunto alla tenacia. Per farla rivivere, ritornare fuori dal disastro in cui sta sprofondando Milano, la soluzione non è certo quella di rattopparla incollando pezze qua e là, dare una mano di pittura sopra le schifezze combinate in trentanni di mala gestione e ruberie. Bisogna avere il disperato impeto di buttare tutto all'aria e cominciare da capo a costo di rovesciarla questa Milano a partire dalla periferia, ridotta a una sequenza di ghetti squallidi, con un'architettura realizzata da un Frankestein plurimentecatto, senza cinema, teatri, luoghi di incontro per i giovani che per titrovarsi devono emigrare al centro.

No, ogni quartiere periferico deve diventare un centro, con scuole, ospedali, farmacie, e soprattutto i posti di lavoro. Basta con il dormitorio dal quale migliaia di cittadini di seconda mano sono costretti ogni mattina all'alba a muoversi per chilometri attraversando l'intiera città per raggiungere il luogo di lavoro, fabbrica o uffici. Basta di sopravvivere in quel vuoto di umanità scartata. E poi ci si meraviglia che tutto quel banlieu si trasformi in palestra di piccola delinquenza, di droga e di violenza. Ma non ci vuole poi questo grande acume per capire che alcune di queste soluzioni fondamentali possono essere applicate fin da subito, e senza spese faraoniche.
Per esempio, aumentare la frequenza dei mezzi di trasporto, reintrodurre mezzi di trasporto agili che non intasino gli incroci, cambiare il propellente negli autobus di ultima generazione e scartare quelli che producono un inquinamento illegale.
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